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MEDIO VASTESE

Comunità Montana Medio Vastese - Gissi ZONA T
Piazza Don Luigi Sturzo,13                  66052 Gissi (CH)
Tel: 0873-937578
Fax: 0873-937277          e-mail:comontgissi@libero.it
Sito Web: www.cm.mediovastese.it

Comuni: Carpineto Sinello, Casalanguida, Cupello, Dogliola, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Guilmi, Lentella, Liscia, Monteodorisio, Palmoli, Roccaspinalveti, San Buona, Scerni, Tufillo.
La Comunità Montana Medio Vastese raggruppa ben 16 paesi e si estende su di un territorio che dolcemente si diparte dalla costa per poi diventare porta d’ingresso della zona montana.
Il dolce degradare della zona sub montana è accompagnato dal percorso di tre fiumi: il Trigno, che segna il confine con il Molise, il Treste e il Sinello ed è facile individuare zone caratterizzate dalla presenza di prati, pascoli e boschi.
Il patrimonio culturale del medio vastese è degno di nota. Chiese, conventi, palazzi nobili e castelli realizzati dalle manovalanze locali lungo il corso dei secoli, sono la testimonianza di un passato importante che ancora si può ammirare e studiare. La caratteristica della maggior parte dei borghi è l’impianto medievale e le testimonianze artistiche vantano nomi di particolare importanza come la croce professionale in argento visibile presso la Chiesa di San Michele Arcangelo a Liscia attribuita a Nicola da Guardiagrele.
 
Carpineto Sinello
Posto a 380 metri slm il paese è situato sulla sponda sinistra del fiume Sinello. La prima notizia relativa al borgo è contenuta nel Catalogus Baronum angioino redatto nel XIV sec. e attinente alla storia dei Normanni fra il 1150 e il 1168. Da vedere sono: il Castello Ducale (sec. Xl) che, dalla parte più alta del paese, costruito sulla roccia, caratterizza il profilo del borgo, il Palazzo Municipale e la di S. Michele di origine medievale.
 
Casalanguida
Il nome deriva da languena cioè “segno di confine” e si tratta di un borgo risalente al XII secolo.
Da vedere sono: la Fontana Monumentale in pietra, classicheggiante, sulla via esterna; Palazzo CAULI la cui struttura attuale rimanda al XVIII sec.; Palazzo PROCACCINI delXVIII- XIX sec. con tracce del XVI sec. nel porticato, nei portali e nella loggia in pietra. Include torre del recinto murario, torri urbiche. La Chiesa Parrocchiale di S. MARIA MADDALENA in forme barocche, ma con decorazioni filiformi di tipo classicheggiante e un organo ligneo ad armadio.
Da non perdere la Festa della trebbiatura che si tiene nel mese di luglio: rievocazioni storiche della trebbiatura con mezzi antichi e tresca con cavalli. Mostre di arnesi e attrezzature d’epoca. Cori ed orchestre folkloristiche. Pasta party con prodotti tipici.
 
Cupello
Con i suoi 4622 abitanti Capello e il paese più popolato del medio vastese. Posto a soli 9 km dal mare, situato tra le valli del Trigno e del Sinello vanta una posizione invidiabile che ne ha fatto uno snodo chiave di collegamento fra la costa e le zone interne del Vastese.
Il passato di Cupelloè strettamente legato a quello del vicino centro abitato di Monteodorisio capoluogo della contea e dal quale si distaccò solo nel 1811.  Fu gravemente colpito dal terremoto del 1456 e quindi ripopolato nel XVI sec. dai Marchesi D’Avalos di Vasto, che vi stabilirono una colonia di Schiavoni, popoli slavi scacciati dalle loro terre a causa dei pirati Turchi e quindi costretti, dal XV al XVI secolo, ad approdare sulla riva adriatica. Il centro storico, con le sue case vicoli piazzette e scale di accesso alle case (i cosiddetti “brancatelli”) si presenta come un accattivante luogo da visitare con interessanti testimonianze storiche, artistiche, ambientali, architettoniche e culturali.
Da vedere sono le case contadine, palazzi classicheggianti del XVIII e XIX secolo, la Chiesa barocca Della Natività di Maria SS.
Appuntamento annuale per il mese di aprile è con la Sagra del carciofo che si ripete ogni anno dove è protagonista il carciofo, nelle diverse varietà locali e in molteplici specialità culinarie.
 
Dogliola
Anche se è incerta la presenza di un villaggio nel luogo dove ora sorge il paese, è documentata l’esistenza di ville nel tardo impero in alcuni punti del suo territorio mentre, nell’area di Monte Moro, è stata rinvenuta un’estesa necropoli e diverse sono le suppellettili funebri ritrovate.
Le prime citazioni documentarie del borgo risalgono intorno al XII secolo.
Emergenze monumentali di interesse sono: il Palazzo della Fazia con annessa Biblioteca, le Chiese di “S. Maria delle Grazie” dove possiamo ammirare il portalino barocco in pietra e i dipinti di Nicola Sigismondi di Lanciano e di San Rocco, la fontana vecchia.
 
Fresagrandinaria
Il paese risale al periodo longobardo ma la presenza dell’uomo, sul suo territorio, l’abbiamo già dall’Età del Bronzo Finale. In località Guardiola sono venuti alla luce materiali archeologici che vanno dal VI secolo a.C. alla piena età imperiale. Il paese conserva la chiesa di S. Salvatore e Palazzo De Lellis. Caratteristica del paese sono le rustiche facciate delle case in pietra. Attorno al X secolo i monaci benedettini fondarono il monastero di S. Angelo in Cornacchiano testimoniato, oggi, dal rudere della torre campanaria.
Da vedere sono il Palazzo GRANDINATI, la struttura urbana, di tipo ovoidale emicentrico focalizzato sul Palazzo Grandinati e sulla parrocchiale, l’Abbazia S. Angelo in Cornacchiano, Cappella S. Antonio,in località Guardiola, la chiesa di San Salvatore, Parrocchiale, in forme classiche, portale e dettagli in pietra, torre campanaria quadra.
 
Furci
Posto a circa 20 Km da Vasto, Furci gode di uno splendido panorama che spazia dal massiccio della Majella alle Isole Tremiti, tanto da poter essere definito una “terrazza” sull’Adriatico.
Poche sono le notizie sul suo passato ma non mancano testimonianze archeologiche che ci riportano al I secolo a. C. fino al II d. C..Di sicuro il borgo conobbe uno dei periodi di maggior splendore in epoca medievale, allorché era infeudato ad Odorisio, conte di origine franca. A tutt’oggi, infatti, è possibile ammirare un imponente torrione circolare di età alto-medievale e resti delle mura inglobati nel tessuto edilizio del borgo più antico.
Vanto del paese è quello di aver dato i natali al Beato Angelo, frate agostiniano vissuto a cavallo dei secoli XIII e XIV, grande taumaturgo che richiama ogni anno nel santuario a lui dedicato, migliaia di pellegrini.
Splendidi sono i palazzi dell’ottocento e particolarmente caratteristico è il medievale centro storico.
 
Gissi
Alla sua destra scorre il fiume Sinello e di fronte ha un panorama davvero spettacolare. Le abitazioni più antiche che sono state costruite sulla roccia a strapiombo, conferiscono all’antico nucleo fortificato, grande importanza e sicurerzza.Caratteristica è la scalinata che si snoda verso la parte alta ove domina la chiesa di S. Maria Assunta che assieme a quelle di S. Berardino e di S. Lucia  meritano di essere visitate.Il territorio è noto per le sue cave di gesso cristallizzato e le acque del Sinello, forse proprio per la presenza di un gesso cristallino che i locali chiamano cinche, hanno uno spiccato sapore salato ed amarognolo. Da vedere sono i palazzi dei secoli XVIII e XIX nonchè il centro storico.
 
Guilmi
Punto panoramico di rara bellezza, Guilmi è un paesino di soli 473 abitanti. Il borgo antico è medievale e si caratterizza per il rincorrersi di vicoli, scalinate e muraglie dominati dalla chiesa madre e dal palazzo nobiliare dei Lizzi. Durante il secolo XVIII apparteneva ai feudi della famiglia D’Avalos. La cultura prettamente popolare del paese non è stata scalfita dall’incedere della civiltà industriale e conserva inalterati immagini, usi, costumi e tradizioni di un tempo.
L’appuntamento annuale è con la sagra della ventricina il 14 agosto.
 
Lentella
“Lentula”, fu questo il nome che nel VII secolo d. C. l’esercito romano diede a questo nuovo insediamento che nasceva e ciò in onore della figlia del governatore. Ebbe vari feudatari fino ai D’Avalos. Al centro del paese si può ammirae la suggestiva chiesa dei SS. Cosma e Damiano. Interessante è la collina della Coccetta, nota anche con il nome di “Faretta”, ove sono ancora presenti i resti di un centro ormai scomparso che dominava la confluenza del Treste con il Trigno.
Degni di nota sono: Resti del tracciato murario, con una porta,i reperti archeologici, la chiesa dell’Immacolata Concezione, Parrocchiale, in forme barocche, pregevole portale in pietra con spiccata analogia compositiva con quello di S. Antonio a San Buono. All’interno, monumentale organo ligneo barocco intagliato dorato e dipinto. Campanile quadro barocco; la chiesa S. Maria Assunta.
 
Liscia
Fuori dal paese, scendendo verso la valle, si incontra il Santuario di S. Michele Arcangelo. La chiesetta attuale, una delle maggiori attrattive del luogo, costituisce un ampio ingresso al primitivo santuario naturale: la grotta che, insieme all’acqua sorgiva, è oggetto di adorazione e culto dei fedeli.
Il giorno più importante è quello dell’8 maggio giorno in cui ricorre la Festa S. Michele.
La tradizione vuole che San Michele Arcangelo prima di fermarsi sul Gargano scese a Liscia ed apparve in una grotta che l’8 maggio di ogni anno diviene meta di numerosi pellegrini
Da vedere sono la Chiesa S. MARTINO e la Fondata nel 1300, ampliata nel 1767, restaurata nel 1897, 1928, 1935. Torre campanaria quadra in pietra con paraste angolari simile a quella di Celenza, Torrebruna e Furci, restaurata perché pericolante nel 1940.
 
Monteodorisio
L’impianto del paese è medievale ma esistono cimeli di tempi ben più lontani. Le prime testimonianze della Contea di Monteodorisio che vantava ben 13 castelli risalgono al 993
quando il feudo passò nelle mani di Oderisio, conte dei Marsi, dal quale prende il nome il paese. Legata alle sorti del Regno di Napoli, passò nel XV secolo ai d’Avalos. La funzione di avamposto fortificato è attestata dalla presenza di resti di mura urbiche con torri di avvistamento e delle porte di accesso alla città, oltre che dell’imponente Castello.
All’entrata del paese il santuario della Madonna delle Grazie, meta di pellegrinaggi specialmente in settembre, più avanti la chiesa dei S. Giovanni Battista e Palazzo Suriani.
La festa della Madonna delle Grazie, che ricorre la prima domenica di settembre nel santuario a lei dedicato, raggruppa migliaia di fedeli. Caratteristici sono anche le giornate dal 7 al 10 agosto in cui si rievoca il periodo medievale con sfilate in costumi storici e preparazione di pietanze dell’epoca.
L’ultima settimana di luglio e possibile partecipare alla rassegna del teatro dialettale.
Molte sono le testimonianze dei diversi periodi storici
 
Palmoli
Il paese si sviluppa nella tipica forma allungata degli insediamenti di crinale. Palmula  affonda le sue radici in tempi remotissimi. Infatti, nell’antichità si trovava sotto il dominio dei Frentani e poi divenne possesso romano. Intorno all’anno Mille i cittadini, per difendersi dalle scorribande barbariche, si rifugiarono sull’attuale monte e così nasce il borgo medioevale protetto da mura perimetrali mentre, all’interno, viene eretto il Castello Marchesale, il monumento più suggestivo e significativo di tutto il territorio che, dal 1928, è stato dichiarato monumento nazionale. La parte più antica del castello, la torre, venne costruita nel 1095 mentre il palazzo Marchesale è del 1400 ca,
All’interno del borgo sorge la chiesa di S. Maria delle Grazie di stile toscano composito, probabilmente annessa ad una chiesa più antica del 1300.
In prossimità del paese si incontra la chiesa della Madonna S.S. del Carmine, del XIII secolo, con annesso il collegio fondato nel 1583 da monaci francescani ed oggi di proprietà della congregazione della Sacra Famiglia, collegio che rappresenta un importante centro ricettivo per soggiorni più o meno brevi.
Eventi importanti sono: “Tra le mura del borgo” l’ultimo sabato e domenica di giugno con mostra mercato di prodotti tipici, sagra dello spezzatino d’agnello  13 agosto, festa Madonna delle Grazie 16 e 27 luglio, festa S. Anna data: 26 luglio, festa S. Valentino 14 febbraio.
 
Roccaspinalveti
Il nuovo paese risale al secolo XIX quando l’abitato antico – ricordato come Rocca Spina Oliveta nel Settecento, poi detta Roccavecchia – venne abbandonato per l’accentuarsi di fenomeni erosivi e ricostruito più a valle. Del vecchio centro sono ancora visibili i ruderi della chiesa del palazzo Feudale e delle case circostanti. I resti archeologici documentano una frequentazione arcaica
I relitti archeologici affiorati documentano una frequentazione arcaica del territorio ricollegabile a presenze di stazioni o passaggi di greggi transumanti. Genti di stirpe sabellica potrebbero avervi creato un centro fortificato poi inglobato nelle strutture medioevali.
Nella zona nuova è sita la chiesa di S. Michele Arcangelo con un significativo campanile a torremozza. Altre presenze significative sono alcuni palazzotti in pietra del XIX secolo, la Fontana del Trocco, i resti di strutture religiose ed esempi di architettura pastorale.
Da vedere è la Rocca Vecchia Abitato storico di impianto medioevale, ruderi della struttura ad anelli concentrici, la chiesa di S. Michele Arcangelo, alcuni palazzotti in pietra del XIX secolo
Giorno di ritrovo è il 15 agosto con lasagra dell’agnello alla brace.
 
San Buono
Le prime testimonianze sono del X secolo anche se la sua origine è del IV o V secolo. Fu feudo della famiglia dei Grandinato e dei Caracciolo che fecero costruire il magnifico convento di S. Antonio fuori dal paese che oggi ospita il Museo per l’Arte, l’Archeologia e la Cultura del Vastese, luogo anche attrezzato per il ristoro.
In località Fonte S. Nicola, sulle pendici del Monte Sorbo, sono venuti alla luce materiali dell’Età del ferro e, le indagini archeologiche effettuate, hanno consentito di intravedere l’ampiezza dell’area sacra, ospitante diversi sacelli o annessi al tempio principale.
Da visitare è la Chiesa parrocchiale di S. Lorenzo, chiesa a croce latina con facciata in stile romanico e, all’interno, ricca di stucchi del Fagnani e con pitture di Palmerio di Guardiagrele,un organo a mantice del XVII secolo, un battistero ed un’artistica acquasantiera del 1619. Inoltre, sono interessanti il Lavatoio pubblico costruito intorno al XVI secolo su una sorgente naturale e le “Ruelle”, strette viuzze a volte tortuose che si intrecciano nel centro storico
 
Scerni
Il borgo è di origine medievale e le prime testimonianze risalgono all’883 ma la zona ospitò un insediamento pre-romano.
All’ingresso del paese il santuario Madonna della Strada con bassorilievi di maiolica policroma e un piedestallo con la statua della Vergine. Nel centro abitato la chiesa di S. Panfilo con facciata barocca e scalinata doppia.
Si possono ammirare i resti delle mura e delle torri, palazzi dei secoli XVIII-XIX, la Chiesa della Madonna della Strada e quella di S. Panfilo edificata intorno al 1600, ampliata nel 1718.
 
Tufillo
La sua posizione sulla valle del Trigno permette di ammirare un panorama che va dalla Maiella ai monti del Matese, alle isole Tremiti ed il Gargano. Spendido il portale della chiesa di S. Giusta risalente al XIV secolo
L’antica Tufillo era ubicata su Monte Farano e, secondo una leggenda, un’invasione di grosse formiche avrebbe costretto i suoi abitanti ad abbandonare le abitazioni originarie e a riedificarle più in basso. Oggi Tufillo vanta molti elementi originali.
Recenti ricognizioni archeologiche condotte sul Monte Farano hanno riportato alla luce materiali ceramici databili fra il VII e il II secolo a.C. ed un paio di ambienti con pavimento signino appartenenti ad un edificio del II secolo a.C. Sempre da Monte Farano proviene una chiave votiva in bronzo con iscrizione osca dedicata alla dea Venere del IV secolo a.C. Attualmente essa è conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti.
Da non perdere la sera della vigilia di Natale la tradizione delle Farchie: prima della Messa di mezzanotte si dà fuoco a covoni di canne, una tradizione ripetuta anche in altri centri del Vastese.

 

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